Il Consiglio Nazionale delle Ricerche è il più
grande ente di ricerca pubblico del nostro Paese.
Costituito il 18 novembre del 1923 e trasformato nel 1945 in organo
dello Stato ha svolto prevalentemente attività di formazione,
di promozione e di coordinamento della ricerca in tutti i settori scientifici
e tecnologici.
Nel 2003, a seguito del decreto
legislativo 4 giugno 2003 n. 127 il CNR è divenuto "ente
pubblico nazionale con il compito di svolgere, promuovere, diffondere,
trasferire e valorizzare attività di ricerca nei principali settori
di sviluppo delle conoscenze e delle loro applicazioni per lo sviluppo
scientifico, tecnologico, economico e sociale del Paese.
La missione
Svolgere attività di ricerca nei propri laboratori, sia promuovendo
l'innovazione e la competitività del sistema industriale , sia
fornendo tecnologie e soluzioni capaci di dare risposte ai bisogni emergenti,
individuali e collettivi. Promuovere l'internazionalizzazione del sistema
della ricerca; fornire attività di consulenza al Governo e ad
altre istituzioni su temi strategici per il Paese e la collettività;
contribuire alla qualificazione delle risorse umane.
Sono questi i punti cardine della missione del CNR, il Consiglio nazionale
delle Ricerche, i cui obiettivi si possono schematizzare negli ottantacinque
progetti rispondenti a undici tematiche strategiche - quali Terra e
Ambiente, Energia e Trasporti, Agroalimentare, Medicina, Scienze della
vita, Progettazione molecolare, Materiali e dispositivi, Sistemi di
produzione, Tecnologie dell'Informazione e della Comunicazione, Identità
culturale, Patrimonio culturale - che lo vedono impegnato.
La cooperazione con le Università e il mondo industriale è
la scelta sistematica che ha lo scopo di "creare valore per il
paese attraverso le competenze della ricerca scientifica" dell'Ente.
Le risorse
Il CNR è un realtà di oltre 8200 dipendenti, di cui oltre
quattromila ricercatori, dislocati in più di 100 Istituti, attivi
nei principali settori della ricerca scientifica e umanistica. A questi
si aggiungono oltre tremila giovani ricercatori che si perfezionano
al CNR. Questo patrimonio di risorse umane, di idee, di conoscenze fa
sì che il Consiglio nazionale delle Ricerche rappresenti, in
termini di pubblicazioni, l'Ente che assicura il maggior contributo
alla produzione scientifica italiana, con una posizione di tutto rispetto
in un contesto internazionale. In un quadro di sintesi, non si può
tralasciare la capacità del CNR di svolgere anche un ruolo di
"amplificatore di risorse finanziarie".
Il contributo annuale di circa 550 milioni di euro stanziato per gli
Istituti è amplificato dal reperimento di risorse finanziarie
esterne derivanti da appalti, dalla cooperazione con il mondo industriale,
dalla partecipazione a progetti di ricerca europei e da altre analoghe
"fonti esterne", con un fattore di amplificazione pari a 1,8,
che fa sì che le risorse complessive a disposizione ammontino
a circa 1 miliardo di euro. I progetti di ricerca orientati da tematiche
predefinite sono affiancati da progetti di ricerca "curiosity driven"
valutati da un sistema di peer review. In base al nuovo meccanismo di
finanziamento il 15% del bilancio viene pertanto assegnato all "ricerca
spontaneo a tema libero; un altro 15% allo sviluppo di nuove capacità
di ricerca, mentre il 70% è destinato alle ricerche strategiche
su temi strategici definiti dal Programma Nazionale della Ricerca per
attività di ricerca e sviluppo svolte in collaborazione con Università,
altre istituzioni di ricerca e imprese. In particolare, il 20,5% dei
fondi è destinato a Terra e Ambiente; il 5% a Energia e Trasporti;
il 7% ad Agricoltura e Alimentazione; il 15% a Medicina; il 5% a Scienze
della Vita. E ancora, il 9% a progettazione Molecolare, il 19% a Materiali
e Dispositivi, il 6% a Sistemi di Manifattura avanzati; il 7% a Tecnologie
dell'Informazione e della Comunicazione; il 4% a Identità culturale;
il 3% a patrimonio Culturale.
Le collaborazioni
Il ruolo di istituzioni pubbliche come il CNR è pertanto di primaria
importanza in un paese come l'Italia dove le PMI sono le principali
fonti del PIL.
Ciò nondimeno, la cooperazione internazionale rappresenta una
priorità per gli Istituti del CNR: accanto a un gran numero di
collaborazioni bottom up, caratteristica peculiare positiva della comunità
scientifica, si affiancano accordi internazionali con organizzazioni
quali il francese CNRS o lo statunitense NSF. Il CNR è partner
attivo dell'ESF e ne condivide tutti i meccanismi di premio da attribuire
ai progetti di ricerca, in particolare là dove sono coinvolti
giovani ricercatori. Uno specifico meccanismo denominato "short
term mobility" (mobilità di breve periodo) è attivo
con lo scopo di favorire le visite di giovani ricercatori presso laboratori
di ricerca stranieri.
E' in aumento anche la cooperazione con gli istituti presenti nei nuovi
paesi industrializzati come l'India e la Cina. Un importante esempio
è la bioinformatica, un settore interdisciplinare di rilevante
impatto potenziale.
Il CNR è stato tra i primi Centri di ricerca europei ad adottare
la Carta dei Ricercatori, non solo con il fine di sottolineare lo status
speciale dei suoi ricercatori, ma anche come passo concreto per la creazione
dell'Area Europea della Ricerca.
Rappresenta un elemento qualificante della nuova organizzazione, l'introduzione
di un sistema di valutazione, in sintonia con quanto già accade
all'interno dell'Unione europea
Il sistema di valutazione è multilivello e racchiude:
- l' autovalutazione degli Istituti attraverso i Comitati di
Istituto "Institute Councils"
- la valutazione nell'ambito del CNR da parte di una Commissione
di valutazione composta interamente di membri esterni
- la valutazione esterna fatta dal CIVR, una commissione di
alto livello che valuta le attività di ricerca dell'intero
sistema italiano.
Il sistema di valutazione è anche multifase e include una valutazione
"ex ante", una valutazione "in itinere" e una valutazione
"ex post".
L'adozione di criteri di valutazione riveste enorme importanza per favorire
la collaborazione con il sistema industriale, collaborazione che si realizza
attraverso Accordi Quadro con le Associazioni industriali come Farmindustria
o Federchimica, che agiscono come "centralini" "switchboard
decoders" di smistamento al fine di moltiplicare le opportunità
di innovazione e di trasferimento tecnologico per le aziende.
Nell'ambito delle collaborazioni, il ringiovanimento dei cosiddetti settori
maturi (es. tessile, abbigliamento, edilizio, arredamento) attraverso
l'iniezione di "tecnologie chiave abilitanti " ha prodotto ottimi
risultati.
Un importante ruolo è stato svolto dal CNR nell'ambito dei cosiddetti
distretti tecnologici, una versione aggiornata dei distretti industriali
che hanno rappresentato un caso di successo nell'Italia imprenditoriale
degli anni '70 e '80. Il nuovo approccio si basa sullo sviluppo di tecnologie
hi-tech che possano essere iniettate in comparti tradizionali diversi,
ringiovanendoli e rendendoli competitivi.
Il CNR è fortemente interessato a rafforzare la cooperazione con
simili agenzie in altri paesi al fine di perseguire un livello di strategia
mondiale per il rafforzamento della società della conoscenza per
la quale la ricerca è una componente essenziale.